Feltre (localmente pronunciato Fèltre/'fɛltre/, nel resto d'Italia più diffuso Féltre/'feltre/[5]) è un comune italiano di 20 243 abitanti[1] della provincia di Belluno in Veneto. È il centro principale del Feltrino.
Disambiguazione – Se stai cercando il quartiere nel municipio 3 di Milano, vedi Quartiere Feltre.
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Feltre comune
Feltre – VedutaPiazza Maggiore e il Castello di Alboino d'inverno.
Lo stesso argomento in dettaglio: Feltrino (territorio).
La città
Centro principale del territorio feltrino è la città di Feltre (325 m), situata ad occidente del fiume Piave e alle pendici delle Dolomiti e, più in particolare, delle Vette Feltrine, chiusa a sud dal Monte Tomatico che domina imponente la porzione occidentale della Valbelluna. Attorno all'insediamento storico più antico della città, aggrappato sulle pendici di un colle (denominato "Colle delle Capre"), si sviluppano i quartieri più moderni.
La città di Feltre dista circa 30 km dal capoluogo Belluno in direzione ovest.
Panorama di Piazza Maggiore: a sinistra la Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano e, a ridosso, le Fontane Lombardesche; a destra il Castello di Alboino
Storia
Le origini e l'età romana
Secondo Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, III,130), l'antica Feltria fu fondata dai Reti (oppido retico) con le città di Trento e di Verona. Discusso il toponimo: taluni lo avvicinano alla lingua etrusca (Felthuri, cioè città di Fel) osservando un'assonanza con Velhatre (Velletri).
Gradualmente romanizzata, Feltria divenne municipium optimo jure e in età imperiale conobbe un notevole sviluppo economico ed urbanistico. Fondamentale la vicinanza all'importante Via Claudia Augusta, strada che da Altino, sulla Laguna Veneta, portava, attraverso Trento e il Brennero, fino ad Augusta Vindelicum (l'attuale Augusta, in Baviera).
Con il tempo la città divenne importante sede di associazioni di fabri (artigiani), di centonari (addetti al riciclaggio di vesti usate e scarti di lavorazione della lana, le centones sono identificabili con l'attuale feltro che dal nome della città ebbe origine) e di dendrophori (boscaioli, artigiani, mercanti e trasportatori di legname).
Nel tardo impero la diffusione del cristianesimo permise la fondazione della diocesi feltrina con una prima cattedrale. Si fa tradizionalmente risalire a San Prosdocimo di Padova l'evangelizzazione della zona.
La torre del Castello di Alboino, detta "del Campanon"Piazza Maggiore
Il Medioevo
La crisi e la fine dell'Impero Romano d'Occidente, con le invasioni degli Unni e dei Goti fecero decadere la città. Durante il dominio dei Longobardi Feltre fu aggregata al ducato di Ceneda. Di quel periodo restano tracce nella denominazione del maniero che sovrasta la città detto Castello di Alboino e nel toponimo della frazione di Farra (dal germanicoFara, accampamento).
La città fu in seguito dei Franchi di Carlo Magno che le restituirono un ruolo di centralità territoriale e di autonomia, quindi passò al successore di Carlo, Berengario re d'Italia.
Da questo periodo sino al XIV secolo, si affermò sempre più il potere episcopale, in modo particolare da quando con la Dinastia ottoniana i vescovi furono elevati al rango di conti. A Feltre il vescovo era a capo di un comitatus (una contea) piuttosto esteso e comprendente oltre al Feltrino attuale (esclusi alcuni centri posti a sud, ricadenti nella pieve di Quero a sua volta compresa nella contea dei Collalto), anche le valli del Primiero, del Tesino e della Valsugana sino a Pergine.
Durante il XIII e il XIV secolo Feltre fu coinvolta nelle tragiche vicende legate alla signoria dei Da Romano (con il noto Ezzelino[Quale?]), finendo infine sotto il potere dei Da Camino. A questi seguirono i Carraresi, dal 1315 al 1337, gli Scaligeri di Verona, i Duchi di Carinzia, l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo, re Luigi I d'Ungheria, Leopoldo III d'Asburgo (che allo stesso tempo ricopriva la carica di Marchese di Treviso), di nuovo i Carraresi e infine i Visconti di Milano.
I Palazzetti CingolaniLe scalette vecchieNel tratto compreso tra le cosiddette scalette vecchie e nuove, sopra la cinta muraria qui edificata alla fine del Quattrocento, corre l'antico sentiero della SentinellaPorta Oria, una delle porte di accesso alla città vecchiaIl Duomo di Feltre, Cattedrale di San Pietro ApostoloLa Chiesa di San Giacomo MaggioreVeduta panoramica
La Serenissima
Nel 1404, alla morte del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, Feltre, non potendosi più difendere da sola dalle mire dei Carraresi, preferì seguire l'esempio di Vicenza e sottomettersi al dominio della Repubblica di Venezia (fatto tuttora ricordato con il palio locale). L'età veneziana assicurò ai feltrini uno stato di pace e di prosperità, salvo alcune sporadiche dominazioni, come quella dei Conti di Gorizia (1414-1420). Nel 1509, nel corso della guerra cambraica, la città di Feltre con il benestare della Serenissima si donò all'imperatore Massimiliano I d'Asburgo che, a capo della Lega di Cambrai, era sceso in Italia per combattere contro Venezia. Girolamo Lusa, nobile feltrino, consegnò le chiavi al duca Erich Von Braunschweig in rappresentanza della propria casata davanti a Porta Imperiale il 18 giugno 1509, e poco dopo, il 1º luglio, Massimiliano I entrò ricevuto dalla cittadinanza in festa e le celebrazioni proseguirono per altri due giorni. Successivamente, la città fu riconquistata dai Veneziani e fu quasi interamente distrutta con particolare accanimento sulla popolazione locale da parte delle truppe Asburgiche nel corso delle ostilità. Al termine del conflitto, dopo quello che è ancor oggi ricordato come "l'Eccidio di Feltre" da parte degli Austriaci, la ricostruzione trasformò Feltre in un unicum architettonico ed urbanistico, ben delineato dai canoni estetici e culturali del Rinascimento.
Dal Seicento si ebbe però un evidente decadimento della città. La crisi veneziana si riverberò anche sulla plaga feltrina, le produzioni locali di lane grezze, di legno e di ferro entrarono in una fase critica, con un conseguente malessere economico. Rimase un'agricoltura povera e insufficiente a sostenere il reddito generale del territorio[6].
Nel 1729 Feltre ebbe Carlo Goldoni impiegato come coadiutore della Cancelleria carceraria. Goldoni era allora ancora ben lontano dall'essere il celeberrimo maestro e riformatore del teatro, ma si mostrava con tutta evidenza già interessato alla scena e agli attori, tanto che, nel 1730 al Teatro de la Sena di Feltre andarono in scena alcuni suoi lavori teatrali (Il buon padre e La cantatrice).
L'Ottocento
Nel 1797, anno della caduta della Repubblica di Venezia, il Feltrino fu invaso dai francesi di Napoleone e amministrato dalla fazione democratica; risale a quegli anni la scalpellatura delle lapidi venete i cui testi, resi illeggibili, si vedono ancora sulle facciate delle case patrizie nella città vecchia. Caduta nell'orbita austriaca nel 1798, in seguito al trattato di Campoformido, Feltre entra a far parte del Regno Italico con capitale Milano. Dopo il Congresso di Vienna, nonostante la tendenza a ristabilire secondo il principio della legittimità dinastica lo status quo ante Napoleone, non fu ricostituita la disciolta Repubblica di Venezia e Feltre entrò invece a far parte del Regno Lombardo-Veneto, soggetto all'Impero austriaco. A questo periodo risale lo stemma cittadino, in seguito modificato, derivante da una concessione imperiale del 1854 dell'imperatore Francesco Giuseppe I, disegnato dall'Imperatore e donato alla città in occasione del matrimonio con Elisabetta di Baviera alla cui cerimonia fu invitato anche il vescovo della città, Vincenzo Scarpa, nominato predicatore di Corte per la casa d'Austria. L'amministrazione austriaca fu attenta a rispettare per quanto era possibile il carattere socio-amministrativo feltrino, decentrando le competenze. L'Austria promosse i lavori pubblici e incentivò la costruzione di nuovi edifici, spesso progettati dall'architetto Giuseppe Segusini. Accanto agli interventi edilizi suddetti, si proposero interventi di riqualificazione della città. Nel 1861 si segnala la donazione da parte dell'imperatore Francesco Giuseppe di un pregiato organo creato dalla bottega di Giovanni Battista De Lorenzi e regalato alla Basilica santuario dei Santi Vittore e Corona. Feltre rimase parte dell'Impero d'Austria fino al 1866, anno della sua annessione al Regno d'Italia e del cosiddetto plebiscito del Veneto del 1866.
Il Novecento
Nel 1911 Carlo I d'Austria, nipote di Francesco Giuseppe, e la moglie Zita di Borbone durante il proprio viaggio di nozze decisero di visitare Feltre e in omaggio alla sposa fu posta una targa commemorativa sulle mura cinquecentesche (l'attuale Via Campogiorgio) con l'iscrizione "Zita promenade".
Dal 9 luglio 1916 vi arriva una sezione della 46ª Squadriglia che vi resta fino alla fine dell'anno, dal maggio 1917 una sezione della 113ª Squadriglia che rimane fino al mese di agosto ed all'inizio di giugno una sezione della 48ª Squadriglia che vi rimane per quasi due mesi.
Gli austriaci tornarono con la Grande Guerra dopo la battaglia di Caporetto (9 novembre 1917), in quell'occasione anche Carlo I visitò la città e stabilì il quartier generale delle forze austro-tedesche nel palazzo Guarnieri a partire dal 13 novembre. Le truppe austriache rimasero a Feltre sino alla fine del conflitto anche con l'aviazione austriaca con le Flik 2D, Flik 8D, Flik 14D, Flik 16K, Flik 39P e la città fu sede della Flik 60J di Frank Linke-Crawford, l'asso austroungarico soprannominato il «Falco di Feltre».
Il 19 luglio 1943, in piena seconda guerra mondiale, avvenne il famoso Incontro di Feltre tra Benito Mussolini ed Adolf Hitler. L'incontro si tenne in verità a Villa Pagani Gaggia, presso San Fermo di Belluno[7], a diversi chilometri dalla città, ma i due dittatori fecero la loro apparizione al balcone - oggi smantellato - dell'allora esistente Caffè Grande prospiciente Largo Castaldi. Fu l'ultimo atto di Mussolini quale capo del governo del Regno, che cadrà pochi giorni dopo, il 25 luglio. La cittadina fu occupata dai tedeschi quattro giorni dopo l'armistizio: Feltre venne assediata e, insieme alla Provincia di Belluno, annessa all'Alpenvorland sotto il comando del Terzo Reich.
Il territorio feltrino fu un'importante zona operativa delle formazioni partigiane organizzate nel Battaglione "Zancanaro" della Brigata Garibaldina Antonio Gramsci.
Molti feltrini pagarono con la propria vita la loro attività antifascista. Nella "Notte di Santa Marina" del 19 giugno 1944 furono uccisi il colonnello Angelo Giuseppe Zancanaro, il figlio Luciano, Pietro Vedrami, Roberto Colonna e Oldino De Paoli, e duramente malmenati presso il Seminario don Giulio Gaio e don Candido Fent. L'attività partigiana nel Feltrino è ben espressa dalle parole di un ufficiale delle SS: "Feltre è la città che più ci dà da fare di tutta la Provincia, dove l'opposizione all'autorità, e l'attività partigiana, sono più salde e decise".[senzafonte]
Nel 1986 la diocesi di Feltre, nonostante gli accorati appelli del mondo laico e di quello religioso, fu unita alla diocesi di Belluno nella nuova circoscrizione ecclesiastica di Belluno-Feltre.
Onorificenze
Il 2 marzo 1952 la città di Feltre è stata insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Medaglia d'argento al valor militare
«Prode e fedele Città, già due volte decorata al Valor Militare, memore delle gesta gloriose dei suoi Alpini, subito dopo l'armistizio intraprendeva con ferma ed unanime decisione la lotta contro l'invasore tedesco. Sulle terre già rese sacre alla Patria dal sangue versato nella campagna di indipendenza e di unità, i suoi figli migliori rinnovavano la tradizione del risorgimento e del martirio nel combattimento, nel sacrificio. Provata da massacri e bombardamenti, tutta la popolazione cittadina e rurale dava nobile esempio di strenuo coraggio e di devozione alla Patria Italiana[8].» —Feltre, settembre 1943 - aprile 1945.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Basilica Santuario dei Santi Vittore e CoronaChiesa di Sant'Agata
Concattedrale di San Pietro Apostolo (monumento nazionale)[9]
Basilica Santuario dei Santi Vittore e Corona (monumento nazionale)
Vescovado Vecchio (sede del Museo Diocesano d'Arte Sacra)
Vescovado Nuovo
Curia Vescovile
Battistero
Oratorio dell'Annunziata
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Chiesa di Santa Maria di Loreto
Chiesa di Ognissanti
Chiesa della Santissima Trinità
Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano
Chiesa di San Giacomo Maggiore
Chiesa di San Giovanni Nepomuceno
Chiesa di San Luigi Gonzaga
Chiesa di Sant'Orsola
Chiesa di San Paolo
Chiesa di Sant'Agata
Seminario Vecchio
Seminario Nuovo
Architetture civili
Villa Bellati
Palazzo della Ragione (sede del Comune)
Palazzo Pretorio (sede di uffici comunali)
Palazzetti Cingolani (sede di attività artigianali e di uffici comunali)
Palazzo Cumano (sede della Galleria d'Arte Moderna "Carlo Rizzarda")
Hockey Club Feltreghiaccio, squadra di hockey su ghiaccio
P.A.F, società di pattinaggio artistico
Ice Angels Feltre, società di pattinaggio artistico
A.N.A. atletica Feltre, società di atletica leggera
E.N.A.L. Sport Villaga, società di sci da fondo
Pallavolo Feltre, squadra di pallavolo
Nuovo Basket Feltre, squadra di basket
A.S.D. Rugby Feltre, squadra di rugby
Pedale Feltrino, società di ciclismo
Manifestazioni a ricorrenza annuale
Il Palio di Feltre, che si tiene ogni anno il primo fine settimana di agosto.La manifestazione principale della città e la più seguita è il Palio di Feltre, ripreso in chiave moderna nel 1979, che si tiene ogni anno nel primo fine settimana di agosto.
A metà maggio, presso la frazione di Anzù, si tiene la tradizionale Sagra di San Vittore[21]. L'evento dura due settimane con musica live, giostre e celebrazioni liturgiche.
L'ultimo fine settimana di maggio e il primo di giugno, si svolge la Rugbyfest Feltre[22], un torneo di Rugby Seven a cui partecipano giocatori non professionisti e professionisti dal Super 10, dalle serie minori e dai campionati esteri.
L'ultimo fine settimana di agosto si corre il Giro delle Mura Città di Feltre[23], manifestazione podistica internazionale su strada.
La terza domenica di giugno dal 1995 si corre la Sportful Dolomiti Race[24] (ex Gran Fondo Campagnolo), gara ciclistica cui partecipano ogni anno 4.000 amatori da tutto il mondo. La settimana precedente, venerdì e sabato, si corre la Castelli24h[25], maratona ciclistica a squadre attorno alle mura storiche di Feltre: una sfida sui pedali a staffetta che ogni anno coinvolge anche moltissimi campioni del presente e del passato.
Eventi sportivi
Pista di sci di fondo a Pra' del MoroIl 26 maggio 2000 la 12ª tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Feltre con la vittoria di Enrico Cassani.
Il 25 maggio 2011 la 17ª tappa del Giro d'Italia è partita da Feltre.
La Federazione Internazionale di Bocce ha decretato l'Italia nella veste di Feltre organizzatrice dei Mondiali Senior edizione 2011. Per l'occasione sono state allestite 16 corsie di gioco nel Palaghiaccio[26].
Il 1º giugno 2019 la 20ª tappa del Giro d'Italia è partita da Feltre.
Impianti sportivi
Fra le strutture sportive spicca il Palaghiaccio di Feltre[27], un impianto in grado di accogliere quasi 5000 spettatori. Fra le società sportive che operano al Palaghiaccio, si annovera A.G.F. - Artistico Ghiaccio Feltre A.S.D.[28], storica realtà del pattinaggio su ghiaccio che si occupa della promozione di tale sport con corsi che spaziano dall'avviamento all'agonismo, sino ai corsi per adulti.
Nelle immediate vicinanze del Palaghiaccio ogni anno, dal 2005, viene allestito in Pra' del Moro un anello cittadino di sci di fondo con la neve artificiale e, tempo permettendo, con quella naturale. Lungo circa 800 metri, l'anello è frutto del preziosissimo lavoro dei volontari dell'Enal Sport Villaga.
Lo Stadio Comunale "Libero Zugni Tauro" è il campo da calcio principale della città; dotato di una pista di atletica che lo circoscrive, è punto di incontro per parecchi atleti, anche di interesse nazionale[29][30], provenienti da tutto il Feltrino.
Riferimenti nella letteratura e nella cultura di massa
Dante Alighieri cita Feltre nel Paradiso (IX, 52-53) e probabilmente vi allude nell'Inferno (I, 105). Nella cantica dell'Inferno, quando il sommo poeta e Virgilio si trovano dinnanzi la lupa, emerge incalzante il "veltro", figura enigmatica soggetta a diverse interpretazioni: tra queste vi è, secondo una probabile lettura del verso "e sua nazion sarà tra feltro e feltro", quella di una persona originaria del Nord Italia, tra Feltre e Montefeltro. Nella cantica del Paradiso, invece, c'è un esplicito riferimento alla città e all'"empio suo pastor" Alessandro Novello.
Carlo Goldoni mentre è a Feltre come coadiutore di cancellera cita la città e il Teatro de la Sena: "Io non mi scorderò mai di una città dove sono stato sì bene accolto e dove ho soggiornato sedici mesi col maggior piacere al mondo. Due cose contribuirono alla mia intiera soddisfazione. La buona compagnia, che ho sempre amata e desiderata, e un teatro del palazzo medesimo del podestà, di cui mi pareva poter disporre. Infatti non tardai a usarne"[31].
Il gruppo folk americano The Avett Brothers ha pubblicato una canzone intitolata Pretty girl from Feltre («Graziosa ragazza proveniente da Feltre») con chiari riferimenti alla cittadina veneta.
La città di Feltre è lo scenario in cui si svolge il film Americano rosso (1991) di Alessandro D'Alatri.
Galleria d'immagini
La città vecchia di Feltre sotto la neve
Piazza Maggiore dopo la nevicata di Natale del 2008
Il Castello di Feltre innevato visto dalla frazione di Villaga
Il Castello di Feltre sotto la neve
Il Campanile del Duomo innevato
Piazza Maggiore innevata
Il Castello di Feltre visto dai Palazzetti Bovio Cingolani
Piazza Maggiore vista da Palazzo Pretorio
Il Duomo di Feltre sotto la neve
Scorcio di Feltre; a sinistra il Battistero
Il Teatro La Sena, ove Carlo Goldoni rappresentò le sue prime commedie: "La cantatrice" e "Il buon padre"
Via Campogiorgio con le mura rinascimentali, opera di Dionisio da Viterbo
Palazzetti Bovio Cingolani, con i portici rinascimentali ad uso della comunità
Palazzo della famiglia Berton, opera dell'architetto feltrino Giuseppe Segusini (XIX secolo)
Chiesa di San Rocco e di San Sebastiano in Piazza Maggiore; davanti, le Fontane Lombardesche
Palazzo Guarnieri, opera di Giuseppe Segusini (XIX secolo)
La via del mercato cittadino vista dal sentiero della Sentinella
Piazza Maggiore
Panorama sud-ovest di Feltre
Stemma della città di Feltre concesso dall'Imperatore Francesco Giuseppe (Vienna, 1854)
artisticoghiacciofeltre.it, su web.archive.org, 10 gennaio 2016. URL consultato il 25 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2016).
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