Cogne (IPA: /kɔɲ/[5]) è un comune italiano sparso di 1 356 abitanti[2] della Valle d'Aosta situato nella parte meridionale della regione, al cospetto del massiccio del Gran Paradiso che dà il nome all'omonimo Parco nazionale.
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Al centro del territorio comunale e ai margini dell'abitato di Veulla si trova l'ampia distesa detta Prati di Sant'Orso (fr., Prés de Saint-Ours),[8] insigniti del riconoscimento "Meraviglia d'Italia"[9][10] I prati ospitano la bataille de reines,[11] e sulla zona vige il divieto di edificare secondo lo statuto comunale.
La paleofrana di Champlong, nella località omonima, ricorda la presenza di un'antica morena glaciale. A seguito dello smottamento del terreno il letto del torrente Urtier si è spostato, i vulcanelli di fango testimoniano la presenza di acqua sotterranea sotto pressione. Un pannello informativo è stato posto sul ciglio della strada per Lillaz[12].
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)[13]
Clima
Il clima di Cogne è di tipo alpino con inverni lunghi ed estati corte. Dal punto di vista pluviometrico la Valle di Cogne, come del resto tutta la Valle d'Aosta ha un clima siccitoso, così come definito dall'abate Pierre-Louis Vescoz che parlava di un clima intramontano. Se la media pluviometrica nazionale è di circa 1.500mm, a Cogne possiamo attestarci fra valori compresi fra i 700 e gli 800mm.[senzafonte] Le aree più esposte alle correnti umide provenienti dal Mediterraneo e più in quota, localizzate a Sud-Est nell'area di Lillaz.
Fra gli eventi estremi più recenti, da citare l'alluvione del 2000, che colpì duramente Piemonte e Valle d'Aosta con particolare intensità proprio sulla valle di Cogne. Caduti 460mm di pioggia fra il 13-16 ottobre[14], l'evento ebbe importanti ripercussioni sul territorio comunale. Di notevole impatto la frana di Champlong, vicino Lillaz, dove ci fu una profonda trasformazione dell'assetto della zona.
La popolazione di Cogne ha origini dalle valli arpitane piemontesi. In epoche passate le relazioni economiche, commerciali e le vie di comunicazione non erano dirette verso la Valle d'Aosta, ma verso le suddette valli, raggiunte passando per mulattiere e colli di alta montagna come il colle del Rancio o il colle dell'Arietta.
Medioevo
Fin dal medioevo la località fu nota per il giacimento di magnetite, concesso in sfruttamento ai valligiani dai signori locali.[11]
Nel 1191 il conte di Savoia, Aosta e Moriana Tommaso I concede al vescovo di Aosta di costruirsi un castello a Cogne, di cui è signore spirituale e temporale: «Pactum insuper fuit ut ipse episcopus si voluerit in valle de Conia castrum erigere valeat...» Il castello è probabilmente terminato nel 1202, quando viene inaugurata la chiesa parrocchiale.
Ottocento
Panoramica del 1923 di Cogne, prati di sant'Orso e gruppo del Gran Paradiso sullo sfondo
Nel 1865 il Corpo reale del Genio civile di Torino in val di Cogne realizza la strada per unire Cogne con Aosta, e ben presto il ponte di Chevril diventa il simbolo del collegamento con il fondovalle[15].
Seconda guerra mondiale
Nel corso della guerra gli abitanti vennero esentati dal prestare servizio militare per permettere la continuità dell'attività della miniera di ferro. Dal 7 luglio 1944 al 2 novembre 1944, complice l'isolamento della vallata e il ritiro del presidio tedesco ad Aosta ottenuto da Franz Elter direttore della miniera, il paese divenne una repubblica partigiana, con un sindaco eletto: Francesco David, una sua radio libera e un giornale, formato da un unico foglio, intitolato prima "Il Garibaldino" e quindi "Patriota" diretto da Giulio Einaudi arrivato a Cogne dalla Svizzera; negli ultimi giorni della repubblica dalla Francia vi arrivò anche Sandro Pertini. La repubblica terminò il 2 novembre dopo un attacco tedesco, con l'appoggio di carri armati a cui le brigate partigiane non poterono opporsi.[16][17]
Dopoguerra e chiusura della miniera
Lo stesso argomento in dettaglio: Miniere di Cogne.
Fino agli anni '70, Cogne è stata un importante centro minerario per l'estrazione del minerale di ferro, i cui filoni minerari principali erano sfruttati nelle miniere di Colonna, Licony e Larsinaz Il minerale estratto (principalmente magnetite) veniva poi inviato all'acciaieria Cogne di Aosta per la lavorazione utilizzando una ferrovia a scartamento ridotto. La miniera venne definitivamente chiusa nel 1979.
Tra gli eventi recenti più catastrofici che hanno colpito il paese in tempi recenti si ricordano l'alluvione del 1993 e quella del 15 ottobre 2000: in quell'occasione caddero oltre 400mm di pioggia in 2 giorni provocando esondazioni e frane.
Il "delitto di Cogne"
Lo stesso argomento in dettaglio: Delitto di Cogne.
Nel villaggio di Montroz, verso il vallone di Gimillan, ebbe luogo il 30 gennaio 2002 l'omicidio di un bambino di 3 anni, Samuele Lorenzi. Il misfatto è passato alla storia giudiziaria come il "delitto di Cogne". Fin dall'inizio, principale indagata fu la madre, Anna Maria Franzoni, poi condannata, con sentenza definitiva il 21 maggio 2008 in Cassazione, a sedici anni di carcere.
Il caso attirò, per mesi, l'interesse di gran parte dell'opinione pubblica italiana, sollecitata in ciò dall'attenzione morbosa dei mezzi di comunicazione di massa e, in particolare, della televisione.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La chiesa parrocchiale di Sant'Orso
La chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Orso
Una leggenda attribuisce alla volontà divina la scelta del luogo sul quale venne edificata la Chiesa di Cogne. Prima che fosse costruita la chiesa, gli abitanti, per assistere alla messa domenicale, dovevano percorrere un lungo cammino per arrivare alla cappella del Crêt.
In inverno il sentiero era ancora più disagevole a causa del ghiaccio, così gli abitanti, stanchi della situazione, decisero di costruire una Chiesa a Cogne. Il luogo scelto per tale costruzione era Lisardey, frazione che si trovava sulla riva destra del torrente. Successe un fatto strano quando sul posto vennero portate delle reliquie: queste scomparvero e furono ritrovate sulla riva opposta del torrente. Nonostante molti tentativi di riportarle al luogo prefissato esse tornavano sempre al di là del fiume. Gli abitanti di Cogne, comprendendo di aver assistito ad una manifestazione della volontà divina, ubicarono la Chiesa nel luogo scelto dal Signore.
Architetture civili
Casa Savin, a Desot-Veulla
Casa dell'orologio (Maison de l'horloge) o Casa Grappein
La fontana in ferro, realizzata con il ferro della miniera per volere del Dr Grappein, oggi si trova di fronte ai Prati di Sant'Orso, in origine situata di fronte a casa Grappein.
I casolari di Valmiana, in Valnontey, architettura tradizionale alpina in pietra e legno
Miniere di Cogne
Il villaggio minatori di Colonna
Miniere di Cogne: la ferrovia del Drinc e il polo minerario di Cogne, con il villaggio minatori di Colonna e le gallerie, impressionarono favorevolmente il direttore generale dell'UNESCO al punto da ipotizzare l'iscrizione del Bacino minerario di Cogne tra i Patrimoni mondiali dell'umanità[18]
Architetture militari
Castello reale dei vescovi di Aosta, accanto alla parrocchiale[19]
Casaforte Villette, a Laydetré
Casaforte di Tarambel, tra Épinel e Crétaz
Immagine di Cogne nel 1915. A sinistra è visibile la parrocchiale, mentre l'edificio a destra era la residenza reale di Vittorio Emanuele II durante le sue permanenze in paese nei periodi di caccia.
Aree naturali
Parco nazionale del Gran Paradiso
Giardino alpino Paradisia
Vallone di Grauson, sito di interesse comunitario (cod. IT1205064, 489 ha)
Vallone dell'Urtier, sito di interesse comunitario (cod. IT1205065, 1506 ha)
Stazione di Astragalus alopecurus, sito di interesse comunitario (cod. IT1205061, 36 ha)
Simboli
Lo stemma del comune si descrive come segue:
«Partito semitroncato: nel primo d'azzurro al pastorale d'oro posto in palo; nel secondo di rosso alla testa di stambecco recisa verticalmente d'oro allumata di rosso, nel terzo d'oro al piccone di nero posto in palo con la parte appuntita del ferro posta a destra. Ornamenti esteriori di Comune»
Secondo i dati Istat [21] al 31 dicembre 2019, a Cogne erano residenti 117 cittadini stranieri, pari all'8,5% della popolazione.
Le nazioni di provenienza più rappresentative sono:
Romania - 46 persone
Marocco - 27
Albania - 12
Cultura
Biblioteche
In Rue Bourgeois ha sede la biblioteca comunale.
Musei
Mèison di pitz: Mostra permanente del pizzo al tombolo - I merletti di Cogne (Les dentelles), in via César Grappein, di fronte alla chiesa parrocchiale[22];
Atelier d'arts et métiers;
Museo minerario regionale, al Villaggio minatori;
Museo etnografico Maison de Cogne Gérard Dayné, a Sonveulla, che ospita anche uno spazio di coworking;
Centro visitatori del Parco nazionale del Gran Paradiso.
Eventi
Gregge sceso dall'alpeggio durante la Devètéya
Devètéya de Cogne - in patois cognein, la Désarpa (festa della transumanza), ovvero quando le greggi e le mandrie scendono dagli alpeggi. Di solito ha luogo il giorno di San Michele (29 settembre), quando i pastori si ritrovano per festeggiare sui prati di Sant'Orso e per le strade di Cogne. Si accompagna alla Féra (= fiera). Il patois di Cogne rappresenta un'eccezione, in quanto indica la salita e la discesa dagli alpeggi (transumanza) rispettivamente con i termini vètéya e devètéya, a differenza del patois valdostano standard, che usa i termini énarpa e désarpa (cf. in francese, inalpe e désalpe). Entrambi questi termini derivano dal verbo vètì (= vestire), e dal suo contrario devètì, secondo l'idea per cui la montagna è "vestita" di mucche durante il periodo estivo e successivamente "svestita"[23].
La Marciagranparadiso, competizione di sci nordico.
La Granparadisobike, competizione di mountain-bike, l'ultima domenica di maggio.
Il capoluogo, chiamato Veulla in patois cognein, ma comunemente indicato come Cogne, si divide in più parti:
Desot Veulla, la zona bassa, che comprende anche la Chiesa parrocchiale
Métanéire, la parte centrale che comprende il municipio
Sonveulla, il centro storico, la parte alta del paese
Laydetré, letteralmente "al di là dei tre" in patois cognein, cioè al di là delle tre parti storiche di Veulla (Sonveulla, Desot-Veulla e Métanéire) in quanto Laydatré nacque in seguito. È la zona dove si trovano attualmente la cabinovia e le piste da discesa
Cogne è un'importante località turistica, sia estiva che invernale, e uno dei centri mondiali dello sci di fondo. Determinante attrattiva turistica è il Parco Nazionale del Gran Paradiso, primo parco nazionale italiano che tutela una notevole biodiversità sia floristica che faunistica.
Dal 1º gennaio 2011 Cogne è entrata a far parte dell'Associazione Perle delle Alpi per l'offerta turistica sostenibile e la mobilità dolce[25][26]. È la seconda località alpina valdostana a rientrare nei criteri dopo Chamois.[27]
Artigianato
La Mèison di pitz in via César-Emmanuel Grappein
Cogne è nota anche per i suoi pizzi a fuselli artigianali lavorati dalle donne al tombolo e detti les dentelles de Cogne; questa attività è praticata a Cogne fin dal XVI secolo e fa parte della tradizione che ancora oggi viene portata avanti dalla cooperativa "Les Dentellieres de Cogne"[28]. Ai pizzi di Cogne è dedicata l'esposizione permanente della Mèison di pitz.
I pizzi così realizzati vengono utilizzati per impreziosire svariati oggetti, quali tovaglie, lenzuoli e i tipici costumi della valle.[29]
Energia
Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Cogne si produce energia idroelettrica. La centrale idroelettrica di Lillaz, in gestione alla CVA, sfrutta le acque dell'Urtier.[30]
Infrastrutture e trasporti
Strade
Cogne è collegata alla valle centrale e alla plaine tramite la SR 47 il cui imbocco è situato all'altezza dell'abitato di Aymavilles presso lo svincolo di Aosta Ovest dell'Autostrada A5 Torino-Monte Bianco.
Ferrovie
Linea Cogne - Eaux-Froides (Gressan), l'antico trenino che trasportava la magnetite verso gli altiforni di Aosta. Linea attualmente utilizzabile solo in caso di emergenza.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Scorcio estivo sui prati di Sant'Orso, ancora oggi sfruttati per raccogliere il fieno per il bestiame
Attività invernali
Sci di fondo: praticabile su più di 80km di piste distribuite tra i prati di Sant'Orso, la Valnontey e le zone di Lillaz e Épinel. Il paese ha ospitato varie tappe della Coppa del Mondo della disciplina, oltre ad altri appuntamenti internazionali e nazionali e a una classica competizione di granfondo in tecnica classica, la Marciagranparadiso, che si snoda su un percorso di 45km..
Sci alpino: Cogne dispone di 9km di piste battute.
Attività estive
Trekking
Sport tradizionali
In questo comune si gioca a palet e a rebatta, caratteristici sport tradizionali valdostani.[32]
vedi p. 48-49 Barbara Tutino Elter, Il caso di Cogne: sindaco eletto un giornale e una radio libera, in Patria Indipendente - Numero speciale - 70 Liberazione a cura di Gianfranco Pagliarulo, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Settembre 2014
Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp.74-100, ISBN978-88-7032-878-3.
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