Il centro ha origini romane, testimoniate dai ruderi di un vicus e da alcune necropoli[1](la più ampia fu rinvenuta nel 1880 durante la costruzione di Villa Liverpool): durante il periodo romano era il centro di riferimento del Locarnese[senzafonte].
Più ridotte le testimonianze del periodo medievale, del quale pure restano le rovine di un castello edificato dalla famiglia Muralto[1], i cui portali sono stati successivamente coperti da altri edifici[2].
L'autonomia del comune risale al 1881, quando si scisse da quello di Orselina; nel corso del XX secolo l'area urbana si è estesa fino a raggiungere i confini di Locarno[1].
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La collegiata di San Vittore
Collegiata di San Vittore, romanica, costruita nel 1090-1100 in sostituzione della precedente pieve del V-VI secolo[1];
Chiesa di Santa Maria Annunciata;
Cappella di San Giuseppe, del XVII secolo, subì pesanti trasformazioni nel 1879; contiene la Statua del santo, anch'essa del 1879, e la statua secentesca dell'Immacolata Concezione in legno policromo, che si trova in una nicchia della facciata dell'edificio di servizio a ridosso della chiesa[senzafonte];
Cappella della Visitazione[senzafonte];
Chiesa evangelica, opera neoromanica attribuita a Ferdinando Bernasconi senior, che ricevette i consigli di Paul Reber; risale al 1898 ma[senzafonte] fu inaugurata nel 1901[1]e nel 1924 fu modificata da Ferdinando Fischer, che nello stesso anno edificò la casa pastorale. A pianta rettangolare, la chiesa è dotata di una facciata cuspidata e di un campanile[senzafonte];
Tre cappelle votive[senzafonte];
Cimitero, realizzato nel 1885 su progetto di Luigi Forni. All'interno, la cappella di Bartolomeo Toroni, in stile neogotico (1905 circa), la tomba di Rolf Mariani, con una scultura realizzata intorno al 1925 da E. Astorri, e la cappella mortuaria (1885-1886)[senzafonte].
Architetture civili
Il Grand Hôtel
Grand Hôtel Locarno, progettato da Francesco Galli nel 1866[senzafonte] e costruito fra il 1874 e il 1876[1]su commissione della Società del Grande Albergo. La struttura, dotata di una dépendance di rilievo architettonico, ospitò i politici che firmarono il Patto di Locarno. L'hotel, circondato da un grande parco, è dotato di pianta rettangolare. La facciata, che dà sul parco, è dotata di avancorpi laterali e di una veranda a forma semi-ellittica. Negli interni merita un cenno il salone d'onore, le cui volte a calotta sono decorate da affreschi[senzafonte];
Ex dépendance del[senzafonte] Park Hôtel, risalente al 1894[1], è l'ultima traccia dell'albergo rimasta: degni di nota la facciata e la parte orientale, con una veranda, oggi palazzo residenziale[senzafonte];
Hotel Muralto, progettato da Paolo Mariotta nel 1964[senzafonte];
Ex Scuderia della Birreria Nazionale, risalente al 1905 quando fu progettata da Ferdinando Bernasconi senior. L'edificio, dotato di una facciata con una torretta centrale, fu commissionato da Efrem Beretta[senzafonte];
Villa Liverpool, costruita in stile neoclassico nel 1857, dotata di un portico colonnato e circondato da un parco a sua volta racchiuso in un muro di cinta. Nel parco sono degni di nota il tempietto, la fontana, il lavatoio e la serra[senzafonte];
Villa Carmen, in stile orientaleggiante perché commissionata a Eugenio Cavadini dal politico cinese Lou Tseng Tsiang. La struttura, dotata di una torretta con tetto a pagoda e decorazioni in stucco, fu costruita fra il 1900 e il 1905[senzafonte];
Villa Pauliska, risalente agli anni 1900-1910, è in stile eclettico. Dotata di una torretta belvedere e di un ampio giardino[senzafonte];
Villa Bellavista, in stile che evoca i modelli classici, risale al 1900. La facciata è dominata da un frontone triangolare[senzafonte];
Villa Rose Marie, risalente al 1916, fu commissionata da F. Aeschbach e realizzata in Heimatstil da Ferdinando Ficher[senzafonte];
Villa Moretti, risalente al 1920 e dotata di belvedere, fu progettata da Enea Tallone[senzafonte];
Villa Rovana, costruita nel 1911 in stile a tratti neorinascimentale, fu progettata da Olinto Tognola e commissionata da Attilio Zanolini[senzafonte];
Villa Farinelli, risalente al 1896, fu progettata da Paolo Zanini su commissione di Giuseppe Farinelli. L'edificio, che si trova in via Sempione, è dotato di una torretta ed è stata decorata da alcuni artigiani milanesi[senzafonte];
Villa eclettica risalente agli anni 1880-1890, con un ampio giardino e il corpo dotato di balconi, terrazze e una veranda[senzafonte];
Villa eclettica in via del Sole, progettata da Alessandro Ghezzi. Dotata di una torretta, fu commissionata da Leone Cattori[senzafonte];
Palazzo eclettico del 1900[senzafonte];
Ville in via Orselina dotate di muri di cinta in pietra a protezione dei giardini[senzafonte];
Casa Emilia nel vicolo al Ponte Vecchio. Sulla facciata graffiti e affreschi settecenteschi successivamente ritoccati[senzafonte];
Casa dotata di un affresco ospitato da una nicchia sul prospetto ovest[senzafonte];
Casa che ospita in facciata un affresco che rappresenta il Crocifisso e le sante Caterina e Maria Maddalena[senzafonte];
Stazione di Locarno delle Ferrovie Federali Svizzere, risalente al 1874[1]quando fu realizzata in stile neorinascimentale da Adolf Göller per la Gotthardbahn. L'edificio, sovrastato da un tetto a terrazza, ha un corpo centrale, due avancorpi laterali rialzati e ali di un piano[senzafonte];
Portici ad arco in via della stazione, progettati da Eugenio e Agostino Cavadini negli anni 1930[senzafonte];
Clinica Sant'Agnese, costruita fra il 1935 e il 1936 in stile funzionalista in via Balli. Il progetto è di Bruno Brunoni[senzafonte];
Piscina della Residenza al Parco, che ospita un mosaico realizzato nel 2002 da Pedro Pedrazzini[senzafonte];
Sul lungolago Giuseppe Motta si trova una scultura di Fiorenzo Abbondio che ritrae il politico svizzero Giuseppe Cattori. La statua bronzea, risalente al 1939, ritrae il politico durante un discorso. Sullo zoccolo in granito si trovano alcuni bassorilievi che ritraggono Mario Martinoni e alcuni notabili del partito che ascoltano Cattori[senzafonte].
Società
Evoluzione demografica
L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:
Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. L'ufficio patriziale è presieduto nel periodo 2017-2021 da Pietro Mariotta[4].
Note
Rodolfo Huber, Muralto, in Dizionario storico della Svizzera, 30 marzo 2010. URL consultato il 27 settembre 2017.
Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 233-243.
Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Bellinzona 1967, 37-39, 91-93, 123-124, 199, 200, 213, 216, 221, 222, 346, 355, 379-381, 439-459, 513; Idem, I monumenti d'arte e di storia del Canton Ticino, Locarno e il suo circolo (Locarno, Solduno, Muralto e Orselina), volume I, Società di storia dell'arte in Svizzera, Birkhäuser Verlag, Basilea 1972.
Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Lugano-Porza 1980, 90, 109, 118, 131, 134-138, 141, 143.
Giuseppe Mondada, Cherubino Darani, Muralto, Edizioni Armando Dadò, Locarno 1981.
Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
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