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Altare (L'Até nel dialetto altarese[4], L'Atò in savonese e Artâ in genovese) è un comune italiano di 1 930 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Altare
comune
Altare – Veduta
Altare – Veduta
Localizzazione
Stato Italia
Regione Liguria
Provincia Savona
Amministrazione
SindacoRoberto Briano (lista civica di centro-sinistra Insieme per Altare) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-6-2022)
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°20′10.32″N 8°20′38.4″E
Altitudine398 m s.l.m.
Superficie11,3 km²
Abitanti1 930[1] (31-5-2022)
Densità170,8 ab./km²
Comuni confinantiCairo Montenotte, Carcare, Mallare, Quiliano, Savona
Altre informazioni
Cod. postale17041
Prefisso019
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT009005
Cod. catastaleA226
TargaSV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 264 GG[3]
Nome abitantialtaresi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Altare
Altare – Mappa
Altare – Mappa
Posizione del comune di Altare nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Geografia fisica


Il monte Burot visto dal Colle di Santa Libera
Il monte Burot visto dal Colle di Santa Libera

Spesso erroneamente associato alla Valle Bormida, il territorio comunale è invece situato sulle colline dell'immediato entroterra rivierasco, a circa 12 km da Savona, capoluogo provinciale. Nella zona più ad Est del suo territorio si trova la Bocchetta di Altare o Colle di Cadibona, punto di demarcazione convenzionale tra Alpi e Appennini.

La massima altitudine comunale è di 819 mt. s.l.m., presso la vetta del Monte Baraccone; altro monte importante è il Monte Burot (745 mt. s.l.m.) sulla cui sommità si trova l'omonimo forte del XIX secolo.

Nel territorio vi scorre nell'estremo confine ad Ovest il fiume Bormida di Mallare, affluente del Tanaro, e vi nasce il fiume Letimbro che da qui scende, attraversando Savona, fino al Mar Ligure.


Storia


Il centro storico
Il centro storico

Percorso storico


Un primo insediamento sorse forse già in epoca romana lungo l'importante via commerciale tra la costa ligure e l'Oltregiogo[5]. Dal X secolo il feudo di Altare dipenderà dai monaci benedettini del monastero di sant'Eugenio dell'isola di Bergeggi, inserito nei vasti possedimenti feudali dell'Abbazia di Lerino[5][6], grazie a loro venne fondato il nuovo borgo nel XII secolo e l'antica parrocchiale di Sant'Eugenio (oggi la Chiesa della Santissima Annunziata), dedicata all'antico santo patrono di Altare[5] poco distante dal tratto finale della Bormida di Mallare; gli stessi monaci saranno gli "importatori" dalla Francia[5] dell'attività legata alla produzione e lavorazione del vetro, arte che farà nei secoli successivi la fortuna economica di Altare.

Nel 1142 il borgo venne ereditato da Enrico I Del Carretto detto "il Guercio"[7], discendente di Bonifacio del Vasto, il quale si nominò nuovo marchese Del Carretto e ad Altare procedette ad una nuova fortificazione del nucleo storico[5]. Dal 1393 il territorio altarese fu inglobato nei possedimenti del Marchesato del Monferrato[5], sotto la guida del marchese Teodoro II del Monferrato, e proprio a quest'ultimo Giorgio Del Carretto donò un quarto del feudo di Altare e una porzione del locale castello[7]; gli altri tre quarti del territorio altarese resteranno alle dipendenze dirette di Giovanni Del Carretto[7], fratello di Giorgio.

Una confisca delle terre di Altare alla famiglia Del Carretto avvenne nel 1446 per l'accusa da parte della Camera Ducale di "lesa maestà"[7]; i marchesi del Monferrato divennero quindi consignori del feudo di Altare fino al 1538[7] quando Galeotto Del Carretto, possessore di un quarto del feudo, riuscì a riscattare l'intera porzione[7]. Lo stesso marchese, assieme ai nipoti Gio Vincenzo e Gio Ambrogio, accordandosi con il principe del Monferrato, diede il consenso per i nuovi statuti sull'arte vetraia redatti nel 1512[7].

Nel 1536 il Monferrato passò sotto l'influenza della famiglia Gonzaga di Mantova[5][7] e il feudo di Altare ceduto per permuta nel 1634 ai conti Sepozzi[7] decretando la fine della dominazione carrettesca nel territorio altarese; solo nel 1641 Altare venne assoggettato alla famiglia mantovana[7].

Il territorio altarese fu eletto al rango di marchesato nel 1685-1686[5][7] con alla guida la marchesa Elisabetta Grandiglia Morra (o Morrà[7]), quest'ultima "nelle grazie" del duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers[5]; nel 1701 il piccolo marchesato fu venduto ai fratelli Federico e Francesco Bartolomeo Millo di Celle Ligure[5][7] dalla stessa marchesa. Nel 1708, come tutto il Monferrato, entrò a far parte del Regno di Sardegna[5] seguendone le sorti storiche fino alla dominazione napoleonica di fine Settecento.

Con la dominazione francese il territorio di Altare rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del VIII cantone, capoluogo Carcare, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Altare fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Cairo del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale altarese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.

Subisce gli ultimi aggiustamenti ai confini amministrativi nel 1952[8] e nel 1968[9] quando le furono aggregati alcune zone dei territori, rispettivamente, di Quiliano e di Savona.


L'attività vetraria


Villa Rosa, sede del museo del vetro di Altare.
Villa Rosa, sede del museo del vetro di Altare.
Lo stesso argomento in dettaglio: Vetro e vetrai di Altare.

L'attività del vetro ad Altare si svolse ininterrottamente dal XII al XX secolo. In questi otto secoli di storia un cambiamento strutturale si verificò soltanto nel 1856, quando le fornaci si riunirono in un'unica azienda a carattere cooperativistico: la SAV (Società Artistico Vetraria). L'azienda si sviluppò rapidamente e acquistò prestigio. Continuò dal Medioevo la produzione di vetri d'uso "d'ogni sorta e maniera", di vetri per la farmacia e gli ospedali, di articoli di valore artistico, cui si aggiunsero, nel Novecento, vetri per la chimica resistenti agli sbalzi termici.

Dalle probabili origini benedettine ai primi nomi propri di vetrai, indicati negli atti notarili del XIII secolo, si passò nel secolo successivo, a un consolidamento di questa attività che si espresse negli atti notarili di uomini provenienti da Genova, da Venezia, da Savona, da Pisa e da alcuni paesi della val Bormida. Lo Statuto dell'Arte impose al forestiero il versamento, per la sua ammissione alla Corporazione, di lire trecento in moneta di Savona rimanendo per quattro anni "tizzatore" e per altri quattro apprendista, prima di ottenere la qualifica di "maestro". Con la fine del XV secolo, Altare raggiunse il numero di duecento maestri vetrai associati tra loro.

Nel porto di Savona, membri delle famiglie assistettero allo sbarco delle materie prime, in particolare del fondente e contemporaneamente alla spedizione dei manufatti in tutte le città della penisola, in Tunisia, in Spagna, in Provenza. Alcuni di loro pilotarono personalmente le imbarcazioni, proprie o prese a nolo, saettie, piccole galee.

Contemporaneamente costruirono fornaci nella penisola italica, sino a raggiungere, nel XVII secolo, il numero di "52 vetrerie". Già agli inizi del XV secolo si spinsero alla ricerca di zone ricche di legname e di sabbie pure come la Francia, la quale concesse ai vetrai alcuni privilegi fiscali. Dalla Provenza, alla Savoia, al Delfinato, al Poitou, alla Borgogna, alla Piccardia, a Lione, a Nevers, alla Bretagna, il dinamismo dei vetrai non conobbe sosta.

Ad Orléans, Bernardo Perotto, nato ad Altare il 26 giugno 1619, ottenne dal fratello del Re Sole, Filippo d'Orléans, il privilegio di costruire una vetreria, sulla quale il re Luigi XIV pose le insegne reali. Il 25 settembre 1688, il Perotto, dopo numerosi esperimenti da lui portati a compimento con ingentissime spese[10] ottenne dal re Luigi XIV Regie Patenti per colare il cristallo su tavole, dandogli il colore desiderato. Il nuovo sistema di collaggio - che si sostituì alla soffiatura della lastra e permettendo la fabbricazione di specchi di grandezza superiore al metro quadrato - rimase l'unico procedimento industriale sino al 1920, quando innovativi processi di fusione permisero di rendere continua la colata.

Ad Altare nacque, nel 1856, la seconda cooperativa italiana, che seguì la prima in assoluto costituitasi a Torino nel 1854. La cooperativa di Altare era di produzione e lavoro ed era formata dai vetrai della città, avendo come scopo far fronte al peggioramento delle loro condizioni economiche causate dalla politica liberista del regno sabaudo, aggravate per di più da un'epidemia di colera.


Simboli


«Drappo partito di azzurro e di bianco...»

(Descrizione araldica del gonfalone[11])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato al 18 gennaio 1958[11].


Monumenti e luoghi d'interesse


La chiesa parrocchiale di Sant'Eugenio nel centro storico di Altare
La chiesa parrocchiale di Sant'Eugenio nel centro storico di Altare
La chiesa della Santissima Annunziata
La chiesa della Santissima Annunziata

Architetture religiose



Architetture civili



Architetture militari


Ruderi del castello di Altare
Ruderi del castello di Altare

Società



Evoluzione demografica


La Bocchetta di Altare.
La Bocchetta di Altare.

Abitanti censiti[13]


Etnie e minoranze straniere


Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri residenti ad Altare sono 228[14], pari al 10% della popolazione, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[15]:

  1. Albania: 57
  2. Marocco: 44
  3. Romania: 25

Lingue e dialetti


Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto altarese.

Ad Altare é tradizionalmente parlato un dialetto ligure.


Cultura


Lo sbarramento sulla SS 29 di Cadibona del forte Tagliata di Altare
Lo sbarramento sulla SS 29 di Cadibona del forte Tagliata di Altare

Istruzione



Biblioteche


Musei


Geografia antropica


Il territorio comunale è costituito solo dal capoluogo comunale per una superficie territoriale di 11,3 km².

Confina a nord con il comune di Cairo Montenotte, a sud con Quiliano, ad ovest con Carcare e Mallare, ad est con Savona e Quiliano.


Economia


Il paese di Altare è famoso per la sua arte vetraria. Nel 1982 è stato fondato l'ISVAV - Istituto per lo Studio del Vetro e dell'Arte Vetraria, il cui compito dichiarato è quello di divulgare la storia sociale, tecnica e artistica del paese e dei suoi vetrai.

Accanto a due vetrerie industriali è sempre viva nel centro storico la tradizionale attività vetraria artistica, rappresentata da due laboratori artigianali.


Infrastrutture e trasporti


La stazione di Altare
La stazione di Altare

Strade


Il centro di Altare è attraversato dalla strada statale 29 del Colle di Cadibona che permette il collegamento stradale con Carcare, ad ovest, e Quiliano ad est.

Ulteriori collegamenti viari del territorio sono la provinciale 5 per Mallare e la provinciale 12 per raggiungere alcune frazioni e località di Cairo Montenotte. È presente il casello autostradale sull'autostrada A6 Torino-Savona.


Ferrovie


Altare è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea ferroviaria Torino-Fossano-Savona nel tracciato denominato tratta Savona-San Giuseppe di Cairo via Altare.


Amministrazione


Il municipio
Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 maggio 1985 29 maggio 1990 Olga Beltrame Partito Comunista Italiano Sindaco
29 maggio 1990 22 giugno 1993 Olga Beltrame Partito Comunista Italiano Sindaco [17]
22 giugno 1993 22 novembre 1993 Antonino Simula Comm. straord. [18]
22 novembre 1993 17 novembre 1997 Idalda Brondi Indipendente Sindaco
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Idalda Brondi lista civica di centro Sindaco
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Olga Beltrame lista civica di centro-sinistra Sindaco
29 maggio 2007 22 maggio 2012 Giuseppe Flavio Genta Alternativa concreta
(lista civica di centro-destra)
Sindaco
7 maggio 2012 12 giugno 2017 Davide Berruti Noi oggi per Altare domani
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco
27 giugno 2017 13 giugno 2022 Roberto Briano Insieme per Altare
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco
13 giugno 2022 in carica Roberto Briano Insieme per Altare
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco

Sport



Calcio


L'U.S.D. Altarese, società fondata nel 1929[19] e militante nel campionato di Prima Categoria, è il principale sodalizio cittadino.


Note


  1. Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  6. Anselmo Mallarini, L'arte vetraria altarese, Bacchetta, 1995.
  7. Fonte dal sito dell'ex comunità montana alta val Bormida-Altare, su cm-altavalbormida.it. URL consultato il 4 settembre 2012.
  8. Decreto del presidente della Repubblica 14 marzo 1952, n. 425
  9. Decreto del presidente della Repubblica 6 gennaio 1952, n. 788
  10. Histoire de l'Académie Royale des Sciences, Paris, 1733, T.II, p. 20.
  11. Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. Fonte dal sito del museo del vetro di Altare-Villa Rosa, su museodelvetro.org. URL consultato il 1º settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  13. Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  14. Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2019, su demo.istat.it. URL consultato il 16 agosto 2021.
  15. Dati superiori alle 20 unità
  16. Fonte dal sito del museo del vetro di Altare-Museo, su museodelvetro.org. URL consultato il 1º settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  17. Dopo le dimissioni di sette consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  18. Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 5 agosto 1993 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31 agosto 1993
  19. Garrone, p.21.

Bibliografia



Altri progetti



Collegamenti esterni


Controllo di autoritàVIAF (EN) 147769530 · LCCN (EN) n82087765 · GND (DE) 4307333-5 · J9U (EN, HE) 987007552836305171 · WorldCat Identities (EN) lccn-n82087765
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[de] Altare (Ligurien)

Altare (im Ligurischen: Artâ) ist eine italienische Gemeinde mit 2001 Einwohnern (Stand 31. Dezember 2019) in der Region Ligurien. Politisch liegt sie in der Provinz Savona.

[en] Altare

Altare (Ligurian: Artâ, Piedmontese: Latè, L’Atæ in local dialect) is a comune (municipality) in the Province of Savona in the Italian region Liguria, located about 45 km (28 mi) west of Genoa and about 11 km (6.8 mi) northwest of Savona. As of 1 January 2009, it had a population of 2,160[3] and an area of 11.7 km2 (4.5 sq mi).[4]

[es] Altare

Altare es un municipio situado en el territorio de la Provincia de Savona, en Liguria, (Italia).

[fr] Altare

Altare (L'Atè en langue ligurienne) est une commune italienne d'environ 2 200 habitants située dans la province de Savone, dans la région Ligurie, dans le nord-ouest de l'Italie.
- [it] Altare (Italia)

[ru] Альтаре

Альта́ре (итал. Altare, лиг. Artâ) — город в Италии, расположен в регионе Лигурия, подчинён административному центру Савона (провинция).



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