Suello (Süèl in dialetto brianzolo[4]) è un comune italiano di 1 771 abitanti della provincia di Lecco in Lombardia. È posto ai piedi del monte Cornizzolo, tra il lago di Annone e quello di Pusiano lungo la strada che collega Lecco a Como.
| Suello comune | ||
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| Localizzazione | ||
| Stato | ||
| Regione | ||
| Provincia | ||
| Amministrazione | ||
| Sindaco | Angelo Giacomo Valsecchi (lista civica) dal 7-6-2019 | |
| Territorio | ||
| Coordinate | 45°49′N 9°19′E | |
| Altitudine | 275 m s.l.m. | |
| Superficie | 2,63 km² | |
| Abitanti | 1 771[1] (31-12-2019) | |
| Densità | 673,38 ab./km² | |
| Frazioni | Boroncello, Borima | |
| Comuni confinanti | Annone di Brianza, Cesana Brianza, Civate | |
| Altre informazioni | ||
| Cod. postale | 23867 | |
| Prefisso | 031 | |
| Fuso orario | UTC+1 | |
| Codice ISTAT | 097078 | |
| Cod. catastale | I996 | |
| Targa | LC | |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] | |
| Cl. climatica | zona E, 2 460 GG[3] | |
| Nome abitanti | suellesi | |
| Patrono | santi Quirico e Giulitta, san Biagio | |
| Giorno festivo | 3 febbraio | |
| Cartografia | ||
| Sito istituzionale | ||
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Il toponimo deriva dal nome proprio Suillis, colono romano proprietario di un podere lungo la via Bergomum-Comum.[5]
Durante il Medioevo, Suello fece parte del Contado della Martesana e della pieve di Incino.[5]
Fino al 1796 il territorio di Suello fu infeudato dalla famiglia Serbelloni.[5]
Dal 1927 al 1955 il comune di Suello fu accorpato con quello di Cesana Brianza, dando vita al comune di Cesello Brianza[6] allora appartenente alla provincia di Como. Il provvedimento replicava un analogo decreto di Napoleone in vigore dal 1809 al 1816.
Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 novembre 1960.[7]
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«D'azzurro, al bozzolo d'oro, accompagnato da tre api dello stesso, poste due in capo ed una in punta. Ornamenti esteriori da Comune.» |
Il bozzolo di baco da seta richiama la tradizione della bachicoltura e della filatura che nei secoli XVIII e XIX caratterizzarono l'economia del territorio; le api sono simbolo dell'industria e della laboriosità.[8][9]
Il gonfalone è un drappo partito di giallo e d'azzurro.
La nuova parrocchiale di San Biagio[10], dedicata anche ai santi Quirico e Giulitta, fu costruita nel quarto decennio del XX secolo e consacrata dall'arcivescovo Schuster.[5] La chiesa fu edificata in sostituzione della vecchia parrocchiale, situata poco distante[11].
Abitanti censiti[12]

Fra il 1928 e il 1955 la località ospitò una fermata della Tranvia Como-Erba-Lecco[13].
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È presente un municipio, in cui risiedono le funzioni amministrative e anche un ambulatorio dove precedentemente vi era la sala civica.
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