Sforzatica [sfoɾˈʦaːtika santanˈdrɛa][1] (Sforsàdega [sfoɾˈsadɛɡa] in dialetto bergamasco) è un quartiere del comune bergamasco di Dalmine, ormai fuso col centro abitato.
| Sforzatica Sant'Andrea | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°39′21″N 9°36′49″E |
| Altitudine | 210 m s.l.m. |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | I713 |
| Nome abitanti | sforzatichesi |
| Patrono | Sant'Andrea |
| Cartografia | |
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La località è un piccolo villaggio agricolo di antica origine.
L'antica chiesa è intitolata a Sant'Andrea ed era presente già nel XII secolo sotto l'arcidiocesi milanese nell'antica Pieve di Pontirolo. Dopo la conquista veneziana, Sforzatica fu inclusa nel territorio amministrativo bergamasco; mentre ecclesiasticamente rimase a lungo meneghina sotto la nuova pieve di Verdello. Solo la frazione di Oleno è stata fin dal medioevo completamente orobica, precisamente nella Pieve di Lallio.
Sforzatica fu ridotta a frazione di Osio Sopra su ordine di Napoleone, ma gli austriaci annullarono la decisione al loro arrivo nel 1815 con il Regno Lombardo-Veneto.[2]
Dopo l'unità d'Italia il paese crebbe da mille a duemila abitanti; in particolare, dopo gli anni ‘90 la popolazione aumentò ulteriormente per la nascita di Picci. Durante il fascismo il comune fu soppresso e unito a Dalmine.[3]
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