Pontecuti è una frazione del comune di Todi (PG), sita a fianco della Strada statale 79 bis Orvietana (Statale Orvieto-Todi), tra il ponte sul Tevere e la salita che porta a Todi (circa 4 km). Nelle vicinanze, si trova anche il vocabolo Castello.
| Pontecuti frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°46′51.35″N 12°22′31.04″E |
| Altitudine | 150 m s.l.m. |
| Superficie | 7,2 km² |
| Abitanti | 169 (01/10/2020) |
| Densità | 23,47 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 06000 |
| Prefisso | 075 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Nome abitanti | Pontecutesi |
| Cartografia | |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
Pontecuti si trova a 150 m s.l.m. ed è popolato da 169 abitanti.
A Pontecuti si trova il tratto del Tevere Morto, ossia con una bassa velocità delle correnti.
In epoca romana era un avamposto a difesa di Tudertum, l'odierna Todi: secondo la leggenda, il primo ponte fu costruito da Cocceio Nerva.
Vi sono diverse spiegazioni al riguardo dell'origine del toponimo:
All'ingresso del ponte si trovava un arco, ora demolito, di cui rimangono alcuni resti conservati al Palazzo Comunale di Todi (tra cui una pietra datata 1248 e recante iscrizioni in lettere gotiche circa il Giudizio Universale).
Nel 1313 fu costruito un castello, a difesa di Todi dall'incursione dei briganti: di esso rimangono le mura e la porta di accesso.
Da qui, inoltre, partivano nel passato i tracciati della transumanza da Todi verso la Maremma toscana.
L'economia si basa sull'agricoltura (perlopiù olivi e vite) e, parzialmente, sull'agriturismo.
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