Montebamboli è una località del comune italiano di Massa Marittima, nella provincia di Grosseto, in Toscana.
| Montebamboli località abitata | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°04′37″N 10°48′38″E |
| Altitudine | 340 m s.l.m. |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 58024 |
| Prefisso | 0566 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
Nello statuto comunale è definita con il nome di borgata.[1]
Menzionato per la prima volta in una pergamena dell'anno 754,[2] Montebamboli è un piccolo borgo di poche case situato nelle colline a ovest del centro di Massa Marittima, presso i boschi di Montioni.
A Montebamboli vi sono una ventina di poderi e un nucleo abitativo costituito dalla storica fattoria Petrocchi (inizi XIX secolo) che conserva ancora l'antica cantina del vino e un frantoio, oltre a una pregevole chiesa consacrata intitolata ai santi Francesco e Lodovico, risalente alla fine del XVIII secolo. L'insediamento è uno dei pochi esempi ancora conservati nel territorio nello stato originario.
Sulla sommità di un'altura nei pressi del borgo si trovano i resti del castello di Tricase. Della struttura rimangono solo tracce del perimetro murario e di alcuni ambienti interni. Se la località di Tricase è attestata sin dalla metà dell'VIII secolo, quando probabilmente sorgeva un villaggio, soltanto nel 1099 è documentato per la prima volta il castello, la cui metà fu donata dagli Aldobrandeschi al vescovo di Massa Marittima[3]. Il castello è citato in un documento risalente al 1316, che lo indica come proprietà della nobile famiglia senese dei Sergardi.[4]
La località di Montebamboli è nota anche per i banchi di lignite, di ottima qualità, posti lungo il torrente Ritorto e coltivati, a più riprese e da differenti società succedutesi nel tempo, dal 1839, anno in cui furono scoperti, fino al 1921.[5]
La lignite estratta veniva trasportata fino al mare, nei pressi di Torre Mozza (nella località oggi per ciò detta Carbonifera), grazie a una ferrovia di 22 km, appositamente realizzata che entrò in esercizio nel 1849.[6]
Nel 1871 nei banchi di lignite di Montebamboli vennero rinvenuti i primi resti fossili di una specie fino ad allora sconosciuta, cui venne dato il nome di Oreopiteco di Montebamboli (Oreopithecus bambolii).[7] Nel 1884 invece venne descritto un altro fossile ritrovato nelle ligniti, Anas lignitifila (un Anatidae, poi ribattezzato Bambolinetta lignitifila nel 2014).[8]