Cervatto (Cervat in piemontese) è un comune italiano di 49 abitanti[1] della provincia di Vercelli in Piemonte. È il comune meno popoloso della provincia.
| Cervatto comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Marina Moretti (lista civica) dal 25-5-2019 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°53′N 8°10′E |
| Altitudine | 1 004 m s.l.m. |
| Superficie | 9,54 km² |
| Abitanti | 49[1] (31-12-2021) |
| Densità | 5,14 ab./km² |
| Frazioni | Cadiano, Cadvilli, Giavina, Orlino, Oro Negro, Tapponaccio |
| Comuni confinanti | Cravagliana, Fobello, Rossa |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 13025 |
| Prefisso | 0163 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 002041 |
| Cod. catastale | C548 |
| Targa | VC |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona F, 3 610 GG[3] |
| Nome abitanti | cervattesi |
| Patrono | san Rocco |
| Giorno festivo | 16 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
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Cervatto è un piccolo comune piemontese della Valsesia, situato su un punto panoramico nell’alta Val Mastallone, nella provincia di Vercelli.[4][5][6] Il comune, uno dei meno popolati in Italia, sorge in una posizione panoramica a circa 1000 metri s.l.m. e, nonostante le sue ridotte dimensioni e i suoi pochi abitanti (circa cinquanta), è composto da sei piccole frazioni disperse in posizioni panoramiche lungo i versanti montuosi che circondano Cervatto.[4][5]
Il territorio comunale, che presenta un profilo geometrico irregolare, subisce delle variazioni altimetriche piuttosto accentuate, raggiungendo anche i 2095 metri di altitudine.[7]
Il paese prende il nome dal torrente Cervo, un affluente del Mastallone che scorre nella Val Cervo di Cervatto.[4][6]

Per svariati secoli le vicende storiche di Cervatto - le cui effettive origini restano ancora incerte, nonostante alcune testimonianze della presenza Walser - sono state condivise con il comune di Fobello, rispetto al quale è sempre stato dipendente, sino al 1845.[6] Già nel 1738 si segnala comunque un primo distaccamento, seppur di tipo religioso e non civile, concesso dal Vescovo di Novara, cardinal Gilberto Borromeo. In quell'occasione, infatti, la chiesa di San Rocco di Cervatto è stata distaccata dalla parrocchia di Fobello: da quel momento la chiesa di San Rocco diventa a tutti gli effetti una parrocchia autonoma.[4][5][6][7][8]
Per decenni - in piena "Belle Époque" - il paese è stato un punto di riferimento prediletto della borghesia piemontese e lombarda vista la grande pace, la tranquillità e la bellezza paesaggistica che vi si potevano trovare. Non a caso, proprio per queste siffatte caratteristiche, Cervatto viene ancora oggi chiamato la “Conca di Smeraldo”.
Tra le famiglie più note che Cervatto ha ospitato ricordiamo:
- Borsalino, che agli inizi del secolo scorso ha fatto realizzare dall'architetto Michele Frapolli una villa chiamata "La Cervattina";[4][5][7][8]
- Montaldo, che per mezzo del commendatore Giuseppe Montaldo, verso fine Ottocento, ha fatto costruire un'imponente villa-castello chiamato "Il Castello";[4][5][7][8]
- Banfi, di origine pugliese. Enea, e suo fratello Febo, sono stati tra i soci fondatori dell'azienda tessile Manifattura di Legnano: una lapide vicino al palazzo comunale commemora l'imprenditore;[4][5][7][8][9]
- Pietro Bayla, imprenditore del settore tessile e principale promotore per la realizzazione della strada carrozzabile che da Varallo giunge a Fobello e, quindi, a Cervatto. Per la sua realizzazione ha donato 5000 lire;[4][5][7][8][10]
- Dell’Acqua, famiglia legata all'imprenditore lombardo Carlo Dell'Acqua e all'omonimo cotonificio, che sul finire dell'Ottocento hanno fatto realizzare una villa, oggi in corso di riqualificazione ai fini della conversione in struttura ricettiva;[4][5][7][8][11]
- Koelliker, famiglia legata al mondo dell'automobilismo che ha fatto costruire "Villa Enea".[4][5][7][8]
Lo stemma e il gonfalone del comune di Cervatto sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 26 dicembre 1963.[12]
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«D'azzurro, alla torre quadra di due piani, merlata alla ghibellina, posta di tre quarti uscente dalla punta, accompagnata in capo da una testa di cervo in maestà; il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.» |
Vi è raffigurata una testa di cervo, in evidente assonanza con il toponimo.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
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| 08 Giugno 2009 | 25 Maggio 2014 | Federica Stalla | Indipendente | Sindaco | |
| 26 Maggio 2014 | 26 Maggio 2019 | Federica Stalla | Indipendente | Sindaco | |
| 27 Maggio 2019 | In carica | Marina Moretti | Indipendente | Sindaco | |


Abitanti censiti[14]

Anticamente gli abitanti della zona erano commercianti e albergatori. Per quanto riguarda l'artigianato, importante è la lavorazione del puncetto: un pizzo ad ago usato per impreziosire vari oggetti quali tovagliette, fazzoletti e anticamente paramenti sacri e tradizionali costumi locali valsesiani.[4]
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