Calò era un antico comune lombardo, dal 1869 frazione di Besana in Brianza. La località è posta a sud del centro abitato, verso Triuggio.[2]
| Calò frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°40′45″N 9°15′55″E |
| Altitudine | 277 m s.l.m. |
| Abitanti | 1 443[1] (10-11-2011) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 20842 |
| Prefisso | 0362 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | B420 |
| Nome abitanti | Calorini |
| Patrono | Santi Vitale e Agricola |
| Cartografia | |
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Calò, nel secolo XII, era chiamato Caloe ed anche Calorius o Calorium. Il nome sembra derivare da "Calatum" che significa "Via in discesa". La desinenza O' deriva da atum. Nel medioevo O' era Oe. Difatti Calò è al margine di una forte discesa verso Fonigo. Discesa, e quindi salita per chi veniva dall'antichissima cascina Riva e da Fonigo stesso.
Calò fu un antico comune della Brianza registrato agli atti del 1751 come un villaggio di 196 abitanti saliti poi a 348 nel 1771.
Alla proclamazione del Regno d'Italia nel 1805 risultava avere 320 abitanti.[3] Nel 1809 il municipio fu soppresso su risultanza di un regio decreto di Napoleone che lo unì a Villa Raverio, e poi a Carate nel 1811, ma il Comune di Calò fu restaurato nel 1816 dagli austriaci dopo il loro ritorno. Nel 1853 risultò essere popolato da 483 anime salite a 537 nel 1861. La definitiva soppressione del municipio avvenne con un regio decreto di Vittorio Emanuele II del 1869 che lo aggregò a Besana Brianza.
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