Melilla (AFI: /meˈlilla/[1]; nome ufficiale spagnolo: Ciudad Autónoma de Melilla; in arabo: مليلية, Malīliya; in berbero: ⵎⵔⵉⵞ, Mrič "la bianca" o ⵜⴰⵎⵍⵉⵍⵜ, Tamlilt; anticamente conosciuta dai romani come Rusadir; dai greci: Ῥυσσάδειρον, Ryssadeiron) è una Città autonoma spagnola situata sulla costa orientale del Marocco, nell'Africa del Nord, nei pressi del porto marocchino Beni Ensar. È un porto franco,[2] e l'attività principale è la pesca. Altre fonti di entrata sono il commercio attraverso la frontiera (legale o di contrabbando) e le sovvenzioni spagnole e dell'Unione europea.
| Melilla Città autonoma | |
|---|---|
| (ES) Ciudad Autónoma de Melilla | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Amministrazione | |
| Presidente | Alcalde: Eduardo de Castro (C's) dal 15/06/2019 |
| Territorio | |
| Coordinate | 35°17′31.36″N 2°56′19.06″W |
| Superficie | 12,3 km² |
| Abitanti | 86 384 (2018) |
| Densità | 7 023,09 ab./km² |
| Comunità autonome confinanti | Beni Ensar (MA-NAD), Farkhana (MA-NAD) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 52001 |
| Prefisso | +34 952 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| ISO 3166-2 | ES-ML |
| Codice INE | 52001 |
| Targa | ML |
| Nome abitanti | Meligliense (Melillense) |
| Patrono | Virgen della Victoria |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
| MELILLA[3] | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 16,2 | 16,9 | 18,6 | 20,3 | 23,0 | 26,3 | 29,0 | 29,5 | 27,3 | 24,1 | 20,3 | 17,6 | 16,9 | 20,6 | 28,3 | 23,9 | 22,4 |
| T. min. media (°C) | 8,3 | 8,9 | 10,6 | 12,2 | 14,9 | 17,9 | 20,6 | 21,7 | 19,4 | 16,1 | 12,2 | 10,0 | 9,1 | 12,6 | 20,1 | 15,9 | 14,4 |
| Precipitazioni (mm) | 56 | 36 | 30 | 35 | 20 | 6 | 2 | 3 | 15 | 25 | 40 | 51 | 143 | 85 | 11 | 80 | 319 |
Melilla fu una colonia fenicia, con il nome di Rusadir. Nel 72 d.C. l'imperatore romano Vespasiano le concesse lo statuto di colonia e la città conobbe un periodo di splendore, arrivando a battere moneta. Nel 430 fu saccheggiata e occupata dai Vandali di Genserico dopo che questi ebbe attraversato lo Stretto di Gibilterra, per iniziare la conquista del Nordafrica. Liberata dal generale Belisario nel 534, tornò in orbita romano-orientale fino alla conquista islamica (fine del VII secolo). In epoca musulmana Melilla conobbe un periodo di decadenza. Nell'859 venne distrutta da un'incursione normanna. Nel 926 fu presa e fortificata dal califfo di Cordova Abd al-Rahman III. Successivamente passò sotto la sovranità delle differenti dinastie che governarono il Marocco, fra cui gli Almoravidi (nel 1080) e gli Almohadi (dopo il 1141).
Il 17 settembre 1497, la Spagna occupò la città, nel corso della Reconquista. Da allora il Marocco ha tentato ripetutamente di annettere Melilla. Tra il 9 dicembre 1774 e il 19 marzo 1775 la città fu sottoposta a un assedio durato 100 giorni ad opera del sultano Mohammed ben Abdallah, ma senza esito. Il governo marocchino reclama dal 1982 Melilla, insieme a Ceuta e ad alcune piccole isole spagnole prossime alla costa africana[4]
La città confina con i centri abitati marocchini di Beni Chiker, Ben Ansar e Bou Mahroud.
Melilla ha un rappresentante al Congresso spagnolo e due al Senato. Ha ottenuto lo status di città autonoma il 14 marzo 1995.
Lo standard ISO 3166-1 riserva la sigla EA per Melilla e Ceuta.
Solo le persone con ascendenza marocchina parlano il berbero, per la precisione un dialetto della tarifit, la lingua del Rif. Nei dialetti del Rif di solito al suono l delle altre varianti berbere corrisponde un suono r, mentre al suono geminato, ll, corrisponde ğ o, in fine di parola, č. Da qui il nome Mrič per un antico Mlill, "la Bianca". La lingua ufficiale e più diffusa è tuttavia lo spagnolo, unica ad essere insegnata nelle scuole.
Il confine terrestre tra Melilla e l'entroterra marocchino è recintato e sorvegliato, allo scopo di contenere l'ingresso di immigrati nell'exclave che, in quanto territorio spagnolo, garantisce ulteriore libero accesso all'area europea delle nazioni aderenti al trattato di Schengen.

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