Villadolo (Dol pri Hrastovljah in sloveno) è un insediamento di 107 abitanti del comune sloveno di Capodistria, situato nell'Istria settentrionale.
| Villadolo insediamento | |
|---|---|
| Dol pri Hrastovljah | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione statistica | Litorale-Carso |
| Comune | Capodistria (comune) |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°30′06.12″N 13°55′09.84″E |
| Altitudine | 195 m s.l.m. |
| Superficie | 3,36 km² |
| Abitanti | 107 (31-12-2010) |
| Densità | 31,85 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Lingue | sloveno |
| Cod. postale | 6275 |
| Prefisso | (+386) 05 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Targa | KP |
| Provincia storica | Litorale |
| Cartografia | |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
Fu chiamata anche Villa di Dolo, Villaduol o anche Villa Diol dal Tommasini. Da Cristoglie una stradina asfaltata, dopo una cappelletta vigilata da un cipresso, dirigendo verso sud-est, conduce a Villadolo a quota 186 m. Dopo il sottopassaggio della ferrovia si trovano poche case antiche, qualcuna in fase di ristrutturazione, completamente circondate dalla curva a 180° che la ferrovia descrive discendendo dall'altipiano verso Capodistria.
Villadolo si trova nel solco vallivo del Risano ed è, come Villa Decani e Villa Manzini, una eccezione agli insediamenti alto medioevali posti tutti sulle alture. Infatti il suo nome ibrido è formato dal veneto Villa che sta per paese e dolo che deriva dallo sloveno dol che significa giù, in basso. A Villadolo c'è solo una piccola chiesetta dedicata a S. Giovanni Battista posta su un terrapieno contenuto da un muraglione con quattro cipressi ed a cui si accede attraverso sei gradini in pietra; sul portale c'è la data del 1851. Il campanile è crollato, ed al suo posto, è stata costruita una brutta struttura in cemento armato su due colonne a sostegno della campana. Il Naldini la descrive come "una villa piccola ma unita, scarsa di fuochi ma copiosa d'affetto"[1].
Villadolo dipendeva dalla Pieve di Còvedo. Nel 1423 passò nelle mani di Variento di Tarsia per investitura del vescovo di Capodistria. Proseguendo sulla stradina a fianco della chiesa si trova uno sterrato; a 100 m s'incontra un bivio, la strada deviando a sinistra conduce a Sanigrado.
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