Salimbergo[1][2] (in sloveno Zali Breg, già Salimberk[2], in tedesco Salimberg[3], in friulano Salimberc) è un paese della Slovenia, frazione del comune di Còllio.
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| Salimbergo insediamento | |
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| Zali Breg | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione statistica | Goriziano |
| Comune | Collio |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°00′17.56″N 13°32′14.85″E |
| Altitudine | 157,8 m s.l.m. |
| Superficie | 0,5 km² |
| Abitanti | 90 (2002) |
| Densità | 180 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 5212 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
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La località si trova a 1,4 kilometri a nord-est del capoluogo comunale e a 5,4 kilometri dal confine italiano, nella parte centrale del Còllio sloveno ed è costituita anche dall'agglomerato di Šturenšče.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, i Longobardi si insediarono nel suo territorio, seguiti poi attorno al VI secolo da popolazioni slave. Fu così che tutto il Collio entrò a far parte del Ducato del Friuli[4]. Alla caduta del Regno longobardo subentrarono quindi i Franchi; nell'887 Arnolfo, Re dei Franchi orientali, istituì la marca di Carniola; tra il 952 e il 957 il Patriarcato di Aquileia (assieme a Istria, Carinzia e Carniola) passò sotto l'autorità del Duca di Baviera e poi nel 976 nel Ducato di Carinzia appena costituito dall'imperatore Ottone II.
Tutto il Collio restò in mano patriarcali fino al 1300[4] quando la sua parte orientale venne annessa dalla Contea di Gorizia, mentre le località più occidentali come Nèbola e San Lorenzo di Nèbola (Šlovrenc) rimasero ai Patriarchi e passando a sua volta, dopo il 1420, sotto l'autorità della Repubblica di Venezia.
Nel 1500 gli Asburgo s'impossessano della Contea di Gorizia, di cui Salimbergo faceva parte, e quindi di territori fortemente ambiti dalla Serenissima la quale mirava ad espandersi ad est dell'Isonzo; l'assetto territoriale tra le due potenze, stabilito dal Trattato di Noyon (1516) e sancito da quello di Worms (1521), diede luogo a una linea di confine tortuosa ed incerta, con enclavi arciducali in territorio veneziano e viceversa[5]; anche la pace firmata a Madrid dopo la sanguinosa Guerra di Gradisca ristabilì con meticolosa precisione il confine preesistente[5].
Con la Convenzione di Fontainebleau del 1807, passò, per un breve periodo fino al 1814, assieme a tutti i territori sulla sponda destra del fiume Isonzo, nel Regno d’Italia napoleonico sotto il Dipartimento di Passariano. Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel Regno d'Illiria; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 come frazione del comune di Bigliana[2].
Dopo la prima guerra mondiale fu frazione del comune di Bigliana della Provincia del Friuli[1] per poi passare, nel 1927, alla ricostituita Provincia di Gorizia[6] nel comune di Castel Dobra. Fu soggetto alla Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il Settembre 1943 e il 1945 e tra il 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della Linea Morgan, fece parte della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato (AMG); passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.
Rappresentato nella carta IGM al 25.000: 26-III-SO
Recca (Reka); torrente Imegna (Imenjščica)
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