Vergonzana ('Ergunzana in dialetto cremasco) è una frazione del comune lombardo di Crema.
| Vergonzana frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°21′30″N 9°43′36″E |
| Altitudine | 74 m s.l.m. |
| Abitanti | 176[1] (2019) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 26013 |
| Prefisso | 0373 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | san Rocco confessore |
| Cartografia | |
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L'origine toponomastica è controversa: alcuni ne ravviserebbero la derivazione da virgulto o vergeto, ipotizzando la coltivazione di piante di sostegno delle viti un tempo molto diffuse nel cremasco. Altri ne farebbero derivare il nome da un patronimico, Verecundus, oppure Verecundianus[2].
La frazione di Vergonzana non ha mai avuto vera autonomia politica ed amministrativa, eccetto che per un breve periodo quando fu citata in una convenzione datata 9 aprile 1361 tra il podestà di Crema e i consoli dei comuni delle porte per la manutenzione delle vie, dei ponti e delle strade[3].
Il piccolo borgo non venne più citato né negli statuti del 1536 né nell'estimo del 1685[3].
Dal punto di vista religioso il primo documento risale al XVI secolo quando l'oratorio di San Rocco fu citato tra le dipendenze del monastero di San Benedetto a Crema[4].
Verso il 1580, anno dell'erezione di Crema al rango di sede di diocesi, la chiesa risulta alle dipendenze della parrocchia di Madignano[5].
Il 18 gennaio 1605 monsignor Gian Giacomo Diedo istituì la parrocchia[2]: nei decenni successivi erano attive anche le due confraternite del Sacramento e del Rosario[5]. Nel 1741 il vescovo Lodovico Calini consacrò la nuova chiesa riedificata pochi anni prima[6].
All’annessione alla Lombardia nel 1797, fu estimata a parte nel catasto,[7] ma l’appartenenza a Crema non fu contestata.
La chiesa parrocchiale di San Rocco confessore è un edificio costruito attorno al 1734 grazie al mecenatismo locale. Vi si conservano interessanti opere d'arte: la tela della crocifissione di attribuzione incerta (Carlo Urbino oppure Giovanni da Monte), due pregevoli stendardi di Vittoriano Urbino e Gian Giacomo Barbelli, i misteri del Rosario del Barbelli, il battesimo di Gesù di Eugenio Giuseppe Conti[8].
| Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Rocco Confessore (Vergonzana). |
Villa circondata da grande parco e divisa costruttivamente in due parti: la prima è una riedificazione del XVII secolo di una precedente costruzione, forse una fortificazione. La seconda parte fu aggiunta nel XVIII secolo ed è di taglio razionalistico[8].
Villa divisa in due brani costruttivi, uno razionalistico ed uno neoclassico. Adiacente al complesso della villa Albergoni-Zurla, oggi abitata dagli eredi del marchesato degli Zurla, si trova un complesso rustico la cui edificazione risale al XVII secolo[8].
A nord dell'abitato, in mezzo da un terreno agricolo, sorge isolata una ciminiera: è quanto rimane di una fornace qui dislocata che sfruttava i banchi d'argilla del territorio di Vergonzana.
La frazione di Vergonzana ha una propria scormagna: fasulèt (fazzoletti), forse a indicare l'esiguità dimensionale del borgo.